Naomi Rachel Muirhead: Found Again / Ritrovati

From 06-15-2005 To 07-08-2005

Naomi Muirhead

Italiano

ARTIST STATEMENT: Collages

I began making collages during my sojourn in Italy because I wanted an art form that was portable, immediate, and inexpensive. At first, they were mementos of being in a foreign environment and were directly related to site and place, usually in a historic context. They have evolved into work that is less about place and more about suggesting narratives with a contemporary reference. Using scraps of found paper memorabilia and magazines, which are normally discarded after being read, I recompose these remnants putting them in a new, fragmented context, changing the relationship of how they were previously perceived.

In making these collages I am conscious of the similarities with the process of designing interior spaces, and I enjoy multi-disciplinary modes of approach, concept, and media. In a parallel way that interior design is somewhat restricted, based on parameters given by the client, the architecture, the structure, or the given space, these collages also have their own determined limitations. The dimension is consistent and the materials used are recycled images or text. The formal elements in common with design are the liberties used to construct the composition. The concerns are of color, pattern, texture, layers, text, and their relational proportions and an emotional connection. In most cases, I have used the original materials, rather than scanning or photocopying because that would create a different set of "rules" and infinite options more closely linked to graphic design and manipulation of original images. By not using computer imaging, this process is purposely low-tech cut and paste, which results in a rich and tactile artifact. They become experiences in hunting, looking, collecting, and assembling elements and relationships while being game-like with a goal of solving a layered puzzle with what materials are available at hand.

Door Panels

Doors are symbolic for openings and closings of spaces and experiences. What is behind a closed door? Imagine all the private, secret interiors of homes and gardens that are behind closed doors in Florence. There is the inside world and then there is the outside. Through the threshold of the door is where the transition of these two spaces is connected. To physically pass through a door opens up a world of unknown possibilities, such as travel, in this case.

These particular doors were found and rescued from Florentine refuse. They have their own histories unknown to me and their markings reveal that they were well utilized. Without masking these existing marks, these identifications of character, I have chosen to collage, paint and draw on the surfaces to enhance what I consider beautiful "scars" engrained in the wood after many years of use. Adding layers of translucency, text, maps, patterns, and architectural moments, the compositions relate to stories of travel through time and space with recollections and memories relative to Tuscany.

Naomi Muirhead (b. 1971, USA) studied fine art (Illinois Wesleyan University), interior architecture (California College of Arts), and jewelry (FUJI Studios), and is an ex-student and teaching assistant from SACI. She has participated in numerous art exhibitions in Chicago, Seattle, San Francisco, and Florence. For more information: www.art925.com.

 

 Collage

Ho cominciato a fare collages qui in Italia perché cercavo una forma d'arte che fosse molto "portatile", immediata ed economica. All'inizio erano semplicemente reminescenze, sensazioni legate al mio soggiorno qui, strettamente connesse ai luoghi e solitamente inserite in un contesto storico. Quest'ultimo gruppo di lavori si ispira invece piú a suggestioni narrative. Usando pezzi di carta trovati qua e lá, usualmente scartati, dimenticati dopo aver letto una rivista e riciclandoli, li ho inseriti in un nuovo contesto, frammentato, dando loro una nuova identitá e potere narrativo.

Quando mi chiedo perché e in che modo ho affrontato questo lavoro con i collages penso di essermi basata sullo stesso procedimento usato dai disegnatori d'interni. Proprio come il lavoro di questi ultimi é in qualche modo determinato o limitato se vogliamo da quei parametri architettonici di dimensione e spazio definito, cosí i collages devono sottostare a limiti che io stessa stabilisco. Determinante é la dimensione della cornice e i materiali usati sono immagini o parole che io ho trovato, riciclato, ed elaborato. Tra le tante immagini possibili ho dovuto scartare o nascondere certi elementi come il testo grafico. Gli elementi formali in comune con il design sono le libertá che danno vita alla composizione: la scelta dei colori, il disegno, il testo, le trame, gli strati, e le proporzioni della quantitá di colore e la misura delle forme. Nella maggior parte dei casi ho scelto di usare materiali originali piuttosto che scannerizzare o fotocopiare perché, cosí facendo, ho controllato opzioni diverse ed infinite che sono piú legate al design grafico e alle manipolazioni di immagini originali. Esse sono volutamente "low-tech", tagliate e incollate, procedimento a mio avviso molto piú ricco e "tattile" rispetto all'uso impersonale di un programma computerizzato. In questo modo, invece, sono un esercizio di ricerca, osservazione, raccolta e composizione di elementi e relazioni tra le cose. Li ho vissuti come un gioco, un rompicapo perche devo fare qualcosa che funziona con quello ho disponibile.

Le porte 

Le porte sono simbolici per le aperture e le chiusure di spazi e esperienze. Cosa c’ é indietro di una porta chiusa? Immagine tutti i interni privati delle case e i giardini che sono indietro le porte chiuse a Firenze. C’ é un mondo privato e uno che esiste al esterno. Tra la soglia della porta é dove la transizione di questi due mondi si collegono. Per passare attraverso una porta si apre un mondo di possibilità non conosciuta, come un viaggio.

Queste porte erano trovate e salvate dai rifruti fiorentini. Hanno i loro proprio storia sconosciuta e i loro macchie dimostra che sono stati utilizzate. Senza nascondere o cancellare queste traccie di carattere, ho scelto di fare collage, dipingere e designare sulle superficie per aumentare queste belle graffie che fanno parte della storia di ongi pezzo dopo tanti anni d’uso. Aggiungendo strati di trasparenza, testo, mappe, disegni, e architettura, le composizione hanno una relazione con le racconte di viaggiare tra il tempo e lo spazio con le memorie relativi alla Toscana.

Naomi Muirhead (n. 1971, USA) ha studiato arte (Illinois Wesleyan University), architettura d’interni (California College of Arts), e gioelli (FUJI Studios), ed è una ex allieva e assistente della SACI. Ha partecipato a numerose mostre d’arte a Chicago, Seattle, San Francisco, e Firenze. Per ulteriori informazioni: www.art925.com.

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